Federica Patti

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#pattichiari

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Mi candido come Consigliera Comunale con SINISTRA ECOLOGISTA TORINO, un gruppo politico che ha un approccio radicale rispetto ai temi della giustizia sociale e ambientale e che considera l’educazione e la scuola leve importanti sulle quali costruire una politica di rinascita della città.

Il mio obiettivo è quello di dare uno spazio politico vero a questi temi e dare voce a chi, come me, crede che siano questioni prioritarie e importanti per una società prospera, inclusiva e dinamica.

La mia vita professionale raccoglie la ricchezza e l’esperienza di un percorso che mi ha vista attiva nel campo dell’architettura, dell’insegnamento e della pubblica amministrazione come Assessora all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica del Comune di Torino.

Candidarmi in Consiglio Comunale è per me una sfida importante, ma per accoglierla era fondamentale trovare un gruppo di persone che agisse in un perimetro politico e valoriale chiaro; un gruppo che avesse come obiettivo prioritario quello di dare voce a chi fatica ad affermare i propri diritti, un gruppo in cui sentirmi a mio agio e la cui esperienza avesse un orizzonte più lungo delle prossime elezioni. Io questo gruppo l’ho trovato! 🙂

#votaSinistraEcologista #scriviPATTI

Mi candido come Consigliera Comunale con SINISTRA ECOLOGISTA TORINO, un gruppo politico che ha un approccio radicale rispetto ai temi della giustizia sociale e ambientale e che considera l’educazione e la scuola leve importanti sulle quali costruire una politica di rinascita della città.

Il mio obiettivo è quello di dare uno spazio politico vero a questi temi e dare voce a chi, come me, crede che siano questioni prioritarie e importanti per una società prospera, inclusiva e dinamica.

La mia vita professionale raccoglie la ricchezza e l’esperienza di un percorso che mi ha vista attiva nel campo dell’architettura, dell’insegnamento e della pubblica amministrazione come Assessora all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica del Comune di Torino.

Candidarmi in Consiglio Comunale è per me una sfida importante, ma per accoglierla era fondamentale trovare un gruppo di persone che agisse in un perimetro politico e valoriale chiaro; un gruppo che avesse come obiettivo prioritario quello di dare voce a chi fatica ad affermare i propri diritti, un gruppo in cui sentirmi a mio agio e la cui esperienza avesse un orizzonte più lungo delle prossime elezioni. Io questo gruppo l’ho trovato! 🙂

#votaSinistraEcologista #scriviPATTI

SCUOLA – ESPERIENZA – ECOLOGIA

Care e cari,
come molti di voi sanno mi candido in Consiglio Comunale per le prossime elezioni, che si terranno il 3 e 4 ottobre, nella coalizione di centro-sinistra.

Sono convinta che la Scuola debba iniziare a pensare in grande e che la Città possa iniziare a credere nella Scuola come elemento principale di sviluppo economico, culturale e sociale e primario strumento per combattere le disuguaglianze.

Per me questo è un obiettivo politico e uno dei motivi per cui mi candido. Ma non è l’unico.

Ho 47 anni, due figli, due gatti e sono felice compagna di Daniele da quasi vent’anni. Architetta per formazione, ho studiato e lavorato in Italia e all’estero, dove ho avuto l’opportunità di conoscere mondi diversi e affrontare sfide in contesti sempre nuovi.
Il mio curriculum raccoglie la ricchezza di un percorso che mi ha vista attiva nel campo dell’architettura, dell’educazione, dell’insegnamento e in politica, per più di 10 anni, prima come rappresentante negli organi collegiali dei nidi e delle scuole, nel Coordinamento Genitori Torino di cui sono stata presidente e poi come Assessora all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Città di Torino.

Ritengo importante mettere a disposizione la mia esperienza amministrativa e la mia conoscenza della macchina tecnica comunale in un momento in cui occorre muoversi velocemente per gestire i fondi del PNRR e approvare il bilancio della Città in pochi mesi.

Non bastano però conoscenza, passione e pragmatismo se non sono accompagnate da una visione di Città che deve tornare a essere attraente, prospera e felice, una Città per tutte e tutti, in cui si desidera vivere e lavorare.
Occorre puntare su identità plurali, rafforzare i legami con l’area metropolitana, tanto quanto allargare gli orizzonti a un’area territoriale vasta. In una visione del mondo aperta le alleanze sono strategiche e i legami con altre Città, che talvolta guardiamo ingenuamente come competitor e non come risorse, sono fondamentali.

La giustizia sociale e ambientale sono le priorità politiche che devono guidare l’azione di governo dei prossimi anni e occorrerà puntare su educazione, mobilità sostenibile, innovazione sociale e digitale perché si creino le condizioni per una vera transizione ecologica e un rilancio dell’occupazione e della cultura per tutte e tutti.

Sono convinta che ci debbano essere più donne in politica per rappresentare anche l’altra metà del mondo e credo non sia più il tempo per azioni timide ma occorra un approccio radicale, ecologico, sistemico e duraturo per inaugurare una nuova stagione politica che guardi al futuro della nostra città con molta serietà e tanto ottimismo!

Io ci sono * #passaparola*

#votasinistraecologista
#scriviPATTI

SCUOLA – ESPERIENZA – ECOLOGIA

Care e cari,
come molti di voi sanno mi candido in Consiglio Comunale per le prossime elezioni, che si terranno il 3 e 4 ottobre, nella coalizione di centro-sinistra.

Sono convinta che la Scuola debba iniziare a pensare in grande e che la Città possa iniziare a credere nella Scuola come elemento principale di sviluppo economico, culturale e sociale e primario strumento per combattere le disuguaglianze.

Per me questo è un obiettivo politico e uno dei motivi per cui mi candido. Ma non è l’unico.

Ho 47 anni, due figli, due gatti e sono felice compagna di Daniele da quasi vent’anni. Architetta per formazione, ho studiato e lavorato in Italia e all’estero, dove ho avuto l’opportunità di conoscere mondi diversi e affrontare sfide in contesti sempre nuovi.
Il mio curriculum raccoglie la ricchezza di un percorso che mi ha vista attiva nel campo dell’architettura, dell’educazione, dell’insegnamento e in politica, per più di 10 anni, prima come rappresentante negli organi collegiali dei nidi e delle scuole, nel Coordinamento Genitori Torino di cui sono stata presidente e poi come Assessora all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Città di Torino.

Ritengo importante mettere a disposizione la mia esperienza amministrativa e la mia conoscenza della macchina tecnica comunale in un momento in cui occorre muoversi velocemente per gestire i fondi del PNRR e approvare il bilancio della Città in pochi mesi.

Non bastano però conoscenza, passione e pragmatismo se non sono accompagnate da una visione di Città che deve tornare a essere attraente, prospera e felice, una Città per tutte e tutti, in cui si desidera vivere e lavorare.
Occorre puntare su identità plurali, rafforzare i legami con l’area metropolitana, tanto quanto allargare gli orizzonti a un’area territoriale vasta. In una visione del mondo aperta le alleanze sono strategiche e i legami con altre Città, che talvolta guardiamo ingenuamente come competitor e non come risorse, sono fondamentali.

La giustizia sociale e ambientale sono le priorità politiche che devono guidare l’azione di governo dei prossimi anni e occorrerà puntare su educazione, mobilità sostenibile, innovazione sociale e digitale perché si creino le condizioni per una vera transizione ecologica e un rilancio dell’occupazione e della cultura per tutte e tutti.

Sono convinta che ci debbano essere più donne in politica per rappresentare anche l’altra metà del mondo e credo non sia più il tempo per azioni timide ma occorra un approccio radicale, ecologico, sistemico e duraturo per inaugurare una nuova stagione politica che guardi al futuro della nostra città con molta serietà e tanto ottimismo!

Io ci sono * #passaparola*

#votasinistraecologista
#scriviPATTI

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1 week ago
Federica Patti

Credo che una regolamentazione dei dispositivi digitali a scuola sia necessaria, ma ci sono due aspetti che non condivido:

il mescolare il piano del bullissimo con quello della dipendenza legata al calo dell'attenzione e dell'apprendimento e il fatto di occuparsi esclusivamente di scuole elementari e medie, e non delle superiori.

Un'altra argomentazione che tollero poco è quella che sostiene che il problema non sia a scuola ma fuori. Certo, ovvio, vero.
La scuola però ha un ruolo nei processi di apprendimento e nella tutela dei minori e dovrebbe essere uno spazio protetto in cui, almeno per qualche ora, ci si concentra sull'imparare insieme processi, nozioni, approcci allo studio e tanto altro.

Non ho certezze, non ho condotto ricerche scientifiche ma rilevo quello che vedo a scuola.

Negli ultimi due anni ho cambiato 3 scuole, ho avuto 18 classi per un totale di più di 400 studenti e studentesse.
A loro aggiungo le classi di medie e superiori incontrate in un progetto di ricerca condotto con UNITO dove, anche se solo per una lezione, ho incontrato 26 classi di terza media e 12 di scuola superiore con una media di 22/24 studenti per classe.

Alla fine di quell'esperienza ho scritto una breve riflessione in merito cje riposto qui:

"Ció che mi ha turbato è stato vedere come alle superiori sia normale guardare il cellulare durante le lezioni e ascoltare musica con gli auricolari !!
Io mi sono ritrovata a non essere in grado di fare lezione con metà classe che disinvoltamente guardava il cellulare.
Non riuscivo a parlare nel vuoto.
Ho capito che in certe situazioni era la norma, quindi invece di arrabbiarmi ho chiesto il favore di aiutarmi perchè non ero abituata a fare lezione in quel modo.
Molti hanno posato il cellulare, ma senza che se ne rendessero conto la maggior parte di loro lo ha ripreso quasi subito.

Il peggio l’ho visto nell’intervallo.

Ragazze e ragazzi seduti al banco, sguardo fisso sullo schermo a giocare, chattare, guardare video. Fino al suono della campanella, per poi ricominciare a guardare il cellulare dietro lo zaino appena ricomincia la lezione.

Da quell’esperienza alle superiori ne sono uscita turbata.
Mi sono chiesta come potesse essere tollerata una situazione del genere, in particolare nelle situazioni di grande fragilità dove i sintomi erano acuti.
Usciti da scuola immagino che a casa non leggessero Kant per distrarsi, anzi.
Forse occorre fermarsi un attimo.

Bisogna ripensare ai processi e agli impatti legati al digitale e questo vale anche per tutto ciò che innesca il Registro Elettronico - il RE - in termini di rapporto scuola-famiglia e perdita di momenti importanti e significativi, uno tra tutti la consegna delle pagelle.

Se il medium è il messaggio - come diceva McLuhan - quello che stiamo dicendo alle famiglie e ai ragazzi è che la valutazione di metà anno e quella conclusiva si può tranquillamente riassumere in una manciata di numeri che a un certo punto appaiono sullo schermo del cellulare.
Che questo avvenga mentre ci si rilassa sul divano, mentre si è a tavola, si sta lavorando, si è al supermercato o si è in bagno è indifferente.
... Vedi altroVedi meno

Credo che una regolamentazione dei dispositivi digitali a scuola sia necessaria, ma ci sono due aspetti che non condivido:

il mescolare il piano del bullissimo con quello della dipendenza legata al calo dellattenzione e dellapprendimento e il fatto di occuparsi esclusivamente di scuole elementari e medie, e non delle superiori.

Unaltra argomentazione che tollero poco è quella che sostiene che il problema non sia a scuola ma fuori. Certo, ovvio, vero.
La scuola però ha un ruolo nei processi di apprendimento e nella tutela dei minori e dovrebbe essere uno spazio protetto in cui, almeno per qualche ora, ci si concentra sullimparare insieme processi, nozioni, approcci allo studio e tanto altro.

Non ho certezze, non ho condotto ricerche scientifiche ma rilevo quello che vedo a scuola. 

Negli ultimi due anni ho cambiato 3 scuole, ho avuto 18 classi per un totale di più di 400 studenti e studentesse. 
A loro aggiungo le classi di medie e superiori incontrate in un progetto di ricerca condotto con UNITO dove, anche se solo per una lezione, ho incontrato 26 classi di terza media e 12 di scuola superiore con una media di 22/24 studenti per classe.

Alla fine di quellesperienza ho scritto una breve riflessione in merito cje riposto qui:

Ció che mi ha turbato è stato vedere come alle superiori sia normale guardare il cellulare durante le lezioni e ascoltare musica con gli auricolari !! 
Io mi sono ritrovata a non essere in grado di fare lezione con metà classe che disinvoltamente guardava il cellulare. 
Non riuscivo a parlare nel vuoto. 
Ho capito che in certe situazioni era la norma, quindi invece di arrabbiarmi ho chiesto il favore di aiutarmi perchè non ero abituata a fare lezione in quel modo. 
Molti hanno posato il cellulare, ma senza che se ne rendessero conto la maggior parte di loro lo ha ripreso quasi subito. 

Il peggio l’ho visto nell’intervallo.

Ragazze e ragazzi seduti al banco, sguardo fisso sullo schermo a giocare, chattare, guardare video. Fino al suono della campanella, per poi ricominciare a guardare il cellulare dietro lo zaino appena ricomincia la lezione.

Da quell’esperienza alle superiori ne sono uscita turbata. 
Mi sono chiesta come potesse essere tollerata una situazione del genere, in particolare nelle situazioni di grande fragilità dove i sintomi erano acuti. 
Usciti da scuola immagino che a casa non leggessero Kant per distrarsi, anzi.  
Forse occorre fermarsi un attimo.

Bisogna ripensare ai processi e agli impatti legati al digitale e questo vale anche per tutto ciò che innesca il Registro Elettronico - il RE - in termini di rapporto scuola-famiglia e perdita di momenti importanti e significativi, uno tra tutti la consegna delle pagelle.

Se il medium è il messaggio - come diceva McLuhan - quello che stiamo dicendo alle famiglie e ai ragazzi è che la valutazione di metà anno e quella conclusiva si può tranquillamente riassumere in una manciata di numeri che a un certo punto appaiono sullo schermo del cellulare. 
Che questo avvenga mentre ci si rilassa sul divano, mentre si è a tavola, si sta lavorando, si è al supermercato o si è in bagno è indifferente.

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Ma l'olocausto in corso a Gaza visto che non riguarda i miliardari ma solo i palestinesi ... non va gestito come un problema umanitario ??!

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