Federica Patti

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Care e cari
sono stati due anni e mezzo di intenso lavoro in cui mi sono dedicata con slancio e passione ai temi che riguardano l’educazione e l’edilizia scolastica.

I servizi educativi della prima infanzia, cuore dell’ assessorato, sono un settore strategico perché è proprio nei primissimi anni di vita che nascono le disuguaglianze e si possono contrastare con servizi educativi di qualità.

Ho lavorato per rilanciare il servizio educativo, così come ho lavorato intensamente per altri progetti dell’assessorato che hanno portato innovazione dentro il servizio e visione dentro il settore dell’edilizia scolastica.

Non nego il dispiacere di non accompagnare personalmente, nei prossimi mesi, l’ultima fase di attuazione concreta degli indirizzi e delle soluzioni individuate, frutto dell’intenso lavoro di questi due anni e mezzo.

Questo, però, non mi toglie la soddisfazione di aver portato a termine molti degli obiettivi iniziali e alcuni obiettivi nati durante questo bellissimo percorso.

Il documento di sintesi che segue illustra le azioni che ho portato avanti nel mio mandato: progetti importanti, innovativi e strutturanti per l’assessorato, accompagnati da altri che, seppur non strutturanti, sono comunque rilevanti per la Divisione Servizi Educativi.

Ci tengo a ringraziare molti di voi per la collaborazione e il supporto e in particolare tengo a condividere alcuni dei traguardi raggiunti.

Un caro saluto,
Federica Patti

NOTIZIE

4 days ago

Federica Patti

Quando (non solo, ma anche) le scelte individuali impattano sulla tenuta sociale di un quartiere.

Non è banale, nella competizione educativa generata dall'autonomia scolastica, coniugare la libertà di scelta delle famiglie e l'equilibrio sociale dei territori che dovrebbe garantire pari opportunità di accesso a un'istruzione di qualità.

Nel libro "White flight a Milano" 👉🏼 http://bit.ly/2IJMJb9 - si evidenzia come nel capoluogo lombardo il 56-57% delle famiglie italiane sposta i propri figli in una scuola elementare e media diversa da quella del bacino scolastico di riferimento. Questa mobilità è uno dei fattori principali della segregazione scolastica e la premessa per l'acuirsi di forti diseguaglianze sociali e territoriali.

A Torino, come in molte altre città italiane, il problema non è da meno, anzi. E si vede in modo particolare alle medie. Qui non si tratta di denatalità, ma della "fuga" verso altre scuole alla ricerca dell'Eldorado (costruito secondo quali immaginari è tutto da capire) educativo per i propri figli.

Non entro qui nel merito di un argomento complesso che necessita di altri luoghi per essere affrontato e cito solo un esempio: la scuola media Drovetti nel 2016 era destinata all'estinzione. Oggi è rinata grazie a un lavoro congiunto delle istituzioni, alla valorizzazione del progetto educativo elaborato dal corpo docente, alle opportunità culturali messe in campo dal Comune ed è diventata un progetto sperimentale di Scuola Centro Civico il cui primo obiettivo raggiunto è stato quello di riequilibrare i flussi scolastici che avevano portato la scuola ad essere segregata.

La scuola media Manzoni, così come tutto l'Istituto comprensivo, a fronte di un corpo insegnante che elabora progetti educativi di qualità soffre di un'instabilità amministrativa che ne sta compromettendo la tenuta. E se la scuola non tiene, sarà l'intero quartiere che rischierà di ripiombare nello sconforto conosciuto agli inizi degli anni 2000.

Dobbiamo ricordarci che la rinascita del quartiere di San Salvario è partita dalle istituzioni scolastiche che sono riuscite a catalizzare energie e a costruire una rete formidabile con i soggetti del territorio proprio a partire dal progetto educativo e culturale di accoglienza e inclusione.

La Scuola è stata il motore che ha innescato la rigenerazione del quartiere. Non è avvenuto il contrario.

Oggi però, a fronte delle continue difficoltà amministrative, non bastano più l'impegno e i bellissimi progetti educativi e di continuità didattica messi in campo dal corpo docente e non è più sufficiente l'impegno e la grande energia che hanno profuso i genitori tutti, i rappresentanti del Consiglio d'Istituto e quelli coinvolti in Manzoni.People

Voglio ricordare le parole del sociologo Bagnasco che nel 2011 in merito a San Salvario, scrisse su Il Giornale dell'Architettura: "(...) il rafforzamento del quartiere (con la sua mixité sociale oltre che etnica) non è arrivato da solo, ma per l'azione consapevole di uomini e donne che hanno creduto e si sono impegnati nella costruzione. Bisogna considerare l'azione delle istituzioni pubbliche, di molte associazioni, di ottime scuole capaci di integrare, delle Chiese, e così via." 👉 http://bit.ly/2WMf2L8

Mi auguro davvero che dopo anni di "sballottamenti" la nostra scuola trovi un po' di serenità, ma nella speranza che ciò avvenga, anche noi genitori possiamo contribuire a mantenere saldo il presidio della Scuola nel territorio e non invertire la rotta virtuosa che si è costruita in questi vent'anni e che in fondo ci ha portato a scegliere questo quartiere per vivere e far crescere i nostri figli.
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5 days ago

Federica Patti

Love is Love ❤️ qui a Torino 🌈 ... See MoreSee Less

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5 days ago

Federica Patti

“Vogliamo veicolare il messaggio che la scuola d’infanzia, a cui ogni mattina milioni di famiglie consegnano spontaneamente i propri figli, è diventato un luogo pericoloso, di cui non fidarsi?”

Condivido ogni parola di Annamaria Palmieri, assessora di Napoli, e la ringrazio per questa riflessione pubblica e questa ferma presa di posizione.
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