Quando sei arrivato in Italia?

  • By daniele
  • Set 23rd, 2019
  • 2019

  • 23 Settembre, 2019


  •  

     

    Ho preso servizio in una bellissima realtà scolastica. Uno di quei contesti in cui ogni azione acquista subito senso e da significato profondo al lavoro quotidiano. CPIA 2, la storica sede Parini che ha fatto scuola in tutta Italia proponendo metodi di insegnamento e progetti innovativi fin dagli anni novanta del secolo scorso.

    Ho già insegnato agli adulti; ma penso di avere ancora molto da imparare. La mia prima esperienza è stata al carcere delle Vallette, uno di quei viaggi al “confine” dell’anima umana che ti segnano con un prima e un dopo.

    È Lunedì e, come in altri giorni, il corridoio è affollato di profumi che arrivano da ogni parte del mondo. La fila è ordinata, si chiacchiera, si fanno gruppetti si incontrano compagni dell’anno precedente. I bambini giocano. Alla Parini il corpo docente, non solo è preparato, ma ha un’organizzazione impeccabile. Un magma di persone, docenti e collaboratori scolastici (eccezionali!!) si muove come un tutt’uno: Mohamed, Bushra, Steven, Precious, Hasma, sono solo alcuni dei ragazzi e delle ragazze minori che accolgo insieme a Rocco. Non so individuare il motivo con precisione, ma sono emozionata come fosse il mio primo giorno di scuola.

    Osservo e ascolto i colloqui per prendere le misure. I minori che incontro sono accompagnati dai genitori o dagli zii; adulti sono in cerca di riscatto per i loro figli. Il lavoro preparatorio per la composizione delle classi è meticoloso: bisogna valutare i livelli di preparazione e scolarizzazione che a parità di diploma cambiano moltissimo da paese a paese. L’occhio esperto di chi lavora nei CPIA da tanti anni comprende velocemente la situazione e con poche informazioni consegna il test più adatto. Mentre si assolve alla burocrazia necessaria, si chiacchera e si aprono scorci di vissuti lontani e racconti di vite calate nella nostra realtà.

    Un tempo lungo, quello della valutazione di allievi e allieve, ma prezioso per riuscire ad organizzare classi omogenee tra persone scolarizzate, laureati, analfabeti in lingua madre, chi parlucchia la nostra lingua e chi ha padronanza di linguaggio, minori e adulti con esigenze lavorative diverse, e mamme con bambini piccoli che non vanno al nido per le quali è nata la “scuola delle mamme”. Perché una classe funzioni, e non si disperda nel giro di qualche mese, è necessario usare tutte le attenzioni possibili per formare i gruppi.

    Dopo quasi tre anni tornare a mettere le “mani in pasta” nella quotidianità acquisisce un valore e un gusto che non avrei immaginato così intenso e ricco. Ritorna viva la convinzione che occorra parlare delle cose belle e positive delle realtà educative, di quali opportunità fondamentali offrono per la crescita e l’arricchimento di tutta la società, e non solo di una parte, e questo vale sia che si tratti di grandi progetti o di piccoli gesti quotidiani.

    Ho molti diari dei miei viaggi, delle mie esperienze lavorative e in generale della mia vita. Oggi per la prima volta vinco la mia “timidezza” e condivido il diario di quello che sarà il viaggio di quest’anno in una realtà nuova, in una scuola che accoglie, include, ma soprattutto rilancia.

     

     

    daniele

    Follow Me
    Tag
    Ultimi Articoli
    Archivio

    Enter Your Contact Form 7 Shortcode in Cone Options!

    © 2016 Federica Patti. Designed by Studioata.